Riflessione di un nostro lettore in merito ai morti per fecondazione extracorporea
Pubblichiamo un commento di un amico in relazione al numero dei morti a seguito della Fecondazione extracorporea, per approfondimenti e ulteriori commenti vedi il blog http://veritaevita.blogspot.com/2010/08/numeri.html
Leggendo i numeri spaventosi sugli embrioni sacrificati mi si pone una riflessione.
Io personalmente ho, in perfetto accordo con voi, l´idea che la vita (di tutte le creature che si riproducono in maniera sessuata, uomo incluso) inizia con la fecondazione. Cioè ritengo che lo zigote, l´embrione e il feto non siano "cose" o "grumi di cellule", ma PERSONE. E questa nostra presa di posizione non è un"idea o una convinzione arbitraria, ma è la semplice affermazione di un principio scritto in maniera indelebile nella natura delle cose, natura delle cose decisa non certo da noi, ma piuttosto da Chi ci ha creati, cioè Dio.
E anche la scienza (perlomeno quella vera, cioè non piegata agli interessi e ai compromessi della tecnica, dell´economia e degli interessi particolari), sebbene nessuno dica niente, è in grado di affermare e dimostrare che l´inizio della vita è il MOMENTO STESSO in cui lo spermatozoo incontra l´ovulo, cioè che la vita inizia con la fecondazione e non 14 giorni dopo (limite quantomai arbitrario, e perciò non scientifico, fissato ad hoc per le tecniche di fecondazione assistita), né tantomeno 90 giorni dopo (limite anch"esso arbitrario, e quindi non scientifico, fissato ad hoc per l´aborto "legalizzato").
Infatti, prima della fecondazione non ci può esere nuova vita: se l´ovulo non incontra lo spermatozoo, si ha, nel giro di un mese, la mestruazione, mentre gli spermatozoi nei testicoli del maschio vanno incontro a continuo ricambio (ne muoiono di vecchi e ne nascono di nuovi in ogni istante). Ma se l´ovulo incontra lo spermatozoo, le due cellule si fondono per formarne una (questa è la vera fecondazione) ed inizia quel complesso di eventi che chiamiamo vita. E se c"è vita, allora c"è PERSONA.
Perciò: soltanto quegli interventi contraccettivi di barriera (es. preservativi, diaframmi) o chimici (spray spermicidi) che agiscono PRIMA delle fecondazione, cioè impedendo l´incontro ovulo-spermatozoo, anche se moralmente inaccettabili, non hanno la gravità di uccidere una persona (niente fecondazione --> niente nuova vita). Ma quelle pratiche contraccettive (ma sarebbe meglio dire abortive) come la pillola del giorno dopo, la spirale intrauterina, gli anelli vaginali di vario tipo e pure la "normale" pillola, che hanno in comune l´azione DOPO la fecondazione, cioè impediscono l´annidamento uterino - con conseguente morte - di uno zigote (= persona) già formato, sono da vedersi come mezzi per compiere un omicidio. Peggio ancora, se possibile, è ciò che avviene con la Ru486, con l´aborto chirurgico e con il sacrificio (uccisione) di embrioni per scopi di fecondazione assistita o di ricerca sulle cellule staminali embrionali (che vanno ben distinte dalle staminali adulte, le quali non solo non comportanto l´uccisione di un individuo e pertanto non presentano problemi etici, ma sembrano pure più promettenti, terapeuticamente parlando, delle embrionali).
Ma il problema più grosso che io, come immagino tanti di voi, incontro nel parlare con la gente nell´intento di spiegare queste cose è il continuo "scontro" con quella mentalità tutt"altro che umana (ma anche tutt"altro che scientifica, secondo quanto ho detto qualche riga più sù) che pretende di avere ragione nell´affermare che gli embrioni, essendo invisibili ad occhio nudo e non avendo due braccia, due gambe, una testa, ecc..., non sono persone ma soltanto sono "oggetti biologici", che si ostina ad affermare che finché un figlio non è nato non è una persona, ma è una creatura a disposizione della volontà della madre (madre che, secondo questa perversa mentalità, lo potrebbe anche abortire, visto che ne è la sovrana assoluta), che continua a ritenere un figlio un diritto (neanche fosse un cane, un gatto, un"automobile...) invece che un dono, diritto al quale sacrificare tranquillamente ("tanto" - mi dicono - "sono grumi di cellule") tanti embrioni. Poi io sono uomo (nel senso di maschio) e quindi mi viene fatto capire che l´aborto è una cosa che riguarda solo la donna (perché, sempre secondo questa mentalità, il bimbo che ha in grembo non è una persona ma soltanto una sua proprietà, di cui può disporre come vuole) e che perciò un uomo "non potrà mai capire". Così compromettono il femminismo con la cultura mortifera. E, infine, mi accusano di essere oscurantista e arretrato, mentre loro, che sfoderano dottrine astruse e inverosimili (varie e peregrine, come direbbe San Paolo), vogliono ergersi a moderni paladini della scienza (mentre la vera scienza li sbugiarderebbe tutti...).
Che fare, dunque? Andare avanti sempre a parlare con pacatezza, umiltà ma anche con decisione e preparazione (io ritengo che tutti possano parlare delle ragioni della vita, ma in molti contesti oramai si esige una preparazione specifica - di tipo biologico, medico, farmacologico, antropologico, ecc..., oltre che teologico - sull´argomento, al fine di sapersi spiegare con quanta più appropriatezza e verità possibile, come la situazione richiede) di queste cose, stando sicuri che, prima o poi, la natura delle cose, in quanto voluta da Dio, avrà il modo di affermarsi.
Daniele (Studente in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche)



