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Ultimo aggiornamento Domenica 12 Settembre 2010 23:09

N.73 di Evangelium Vitae in cui si parla del parlamentare (la cui opposizione all’aborto sia chiara) afferma:”Attraverso la modificazione della legge si tratta di diminuire l’effetto nocivo di una legge alla quale l’uomo politico in quest

 

In risposta all’articolo a nome di Assuntina Morresi di giovedì 01 luglio ’10, inserto “ è vita” di Avvenire pag.2.

Nel 1982 ero sposata e con due figli (di cui uno aveva deciso di vivere già lassù), specializzanda al secondo anno in Tecnologie Biomediche, assumevo l’incarico di Biologo-analista. Forse per questo (e non solo), tempo per le telenovelas non ne avevo. Tuttavia i grandi incontri calcistici proprio come i grandi temi della Bioetica mi hanno da sempre appassionata. Tutto ciò per dire che condivido in pieno il tifo per la nazionale di calcio con la Morresi, niente affatto quello per la Legge 40. ”Il varo e la difesa della Legge 40”,  espressione usata dalla Morresi, mi permette di riportare un commento di Michel Schooyans circa la preesistente Legge 194. Schooyans riferendosi al n.73 di Evangelium Vitae in cui si parla di un parlamentare (la cui opposizione all’aborto sia chiara) afferma:”Attraverso la modificazione della legge si tratta di diminuire l’effetto nocivo di una legge alla quale l’uomo politico in questione non ha dato il suo appoggio”. (Terrorismo dal volto umano, Ed. Cantagalli, ottobre 2009, pag.185).
La “esperienza culturale e politica preziosa, di cui dobbiamo essere consapevoli” (ancora Morresi), ha purtroppo introdotto nel Diritto positivo la promozione di una condotta umana immorale che rende ingiusta una legge. La ratio della Legge 40 consente l’esercizio di un atto intrinsecamente cattivo: la PRODUZIONE UMANA. Entra nel nostro ordinamento giuridico la “regolamentazione” di una procedura nata per la zootecnia, applicata a soggetti umani. E proprio perché non esisteva alcuna legge in materia, una sola proposta di divieto di tale pratica, anche se bocciata, avrebbe contribuito alla formazione di una sana mentalità nella direzione del bene personale e del vero bene comune.
La Legge 40 ha paletti tutti evitabili, per es. nel consentire l’accesso alle coppie di fatto, la tanto osannata e difesa della “omologa” cede il passo ad un’astuta ”eterologa”. Rimando alla lettura del libro “Il Legislatore distratto” Ed. ESD a cura del Magistrato Giacomo Rocchi. Dal numero degli embrioni umani, così come risulta dichiarato dai centri di produzione, si evince che la mortalità non è variata negli anni. Anche Eugenia Roccella, solo qualche settimana fa, esultava per i 10000 bambini nati in un solo anno di applicazione della Legge 40, qualcuno può provare a spiegarle che gli stessi, sempre nello stesso anno, hanno più di 200000 fratellini morti perché prodotti? Restringere, poi, la questione produzione umana all’ambito confessionale confonde le coscienze dei più.  Ci vengono in aiuto, oltre le Encicliche e i Documenti magisteriali, anche i discorsi del Santo Padre per Udienze ed Assemblee. 15 gennaio’10: “ La legge morale naturale non è solo per i cristiani”, in questa stessa udienza il Santo Padre sottolinea nuovamente l’importanza dell’’Istruzione Dignitas Personae (2008) che tratta temi di Bioetica ed Etica Medica circa la fecondazione extracorporea e nuove proposte terapeutiche riguardanti l’utilizzo dell’embrione e del patrimonio genetico umano.” Il valore etico della scienza biomedica si misura con il riferimento sia al rispetto incondizionato dovuto ad ogni essere umano, in tutti i momenti della sua esistenza, sia alla tutela della specificità degli atti personali che trasmettono la vita” afferma il Santo Padre e continua:” La legge morale naturale non è esclusivamente o prevalentemente confessionale, anche se la Rivelazione cristiana e il compimento dell’uomo nel mistero di Cristo ne illumina e sviluppa in pienezza la dottrina”. Con rammarico devo dire che recentemente ho cercato di acquistarne alcune copie ma gli addetti a ben quattro librerie di Roma mi hanno risposto che il Documento era esaurito dal 2009 ed anche prima. Assistiamo a vaghi commenti parziali di tale documento che, purtroppo, offuscano il nucleo fondante. Il documento è interamente pubblicato sul sito www.comitatoveritaevita.it  Ci accompagnano ancora le parole del Santo Padre del giorno 13 febbraio ’10, Egli si riferisce al n.74 della Sua Lettera enciclica Caritas in veritate.”Campo primario e cruciale della lotta culturale tra l’assolutismo della tecnicità e la responsabilità morale dell’uomo è oggi quello della bioetica, in cui si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale. Si tratta di un ambito delicatissimo e decisivo, in cui emerge con drammatica forza la questione fondamentale: se l’uomo si sia prodotto da se stesso o se egli dipenda da Dio. Le scoperte scientifiche in questo campo e le possibilità di intervento tecnico sembrano talmente avanzate da imporre la scelta tra due razionalità: quella della ragione aperta alla trascendenza o quella della ragione chiusa nell’immanenza”.
Il 25 marzo, poi, come una sorta di  riconoscimento al Grande Mistero dell’Incarnazione del Verbo, Il Papa ai Vescovi scandinavi ribadisce:” I bambini hanno il diritto di essere concepiti e portati in grembo, messi al mondo e cresciuti nell’ambito del matrimonio”.
Dopo le illuminate ed illuminanti parole del Sommo Pontefice, è forse un po’ difficile condividere il vanto del “varo della legge 40” con la Morresi. Dalla difesa della legge in esame derivano una dignità umana calpestata per i sopravvissuti, taciute le morti certe per produzione umana, morti che avvengono sia nella forma “omologa” che “eterologa”, sia con l’utilizzo di tre embrioni per ciclo produttivo per n volte che con più embrioni per n volte, donne ammalate, sessualità banalizzata, famiglia destrutturata, risimbolizzato l’atto della trasmissione della vita. Proporzionalismo etico, “pensiero debole”, relativismo, sembrano guidare quella che dovrebbe essere la “recta ratio”, mentre il Male, indisturbato, subdolamente si insinua sempre più.16giugno’10, Udienza Generale del Santo Padre dedicata alla figura di S.Tommaso D’Aquino:”Altrimenti quando la legge naturale e la responsabilità che essa implica sono negate, si apre drammaticamente la via al relativismo etico sul piano individuale e al totalitarismo dello Stato sul piano politico”. L’embrione umano, figlio e fratello nostro, ridotto a puro materiale biologico, palesemente sacrificato, non lo si può difendere solo con il divieto di alcuni tecnicismi (paletti della l.40). La riflessione a questo punto deve essere forte, chiara e senza fraintendimenti, deve poter aiutare a focalizzare come e quando si vada ad innestare l’offesa che precede ed anticipa tutte le altre ai danni dell’essere umano, quindi persona; l’offesa “cardine” risiede proprio nella chiamata all’esistenza per “mano d’uomo”, superbamente impegnato ad essere scimmia di Dio.
Se i cattolici in politica devono (anche con tanta energia) “varare e difendere” leggi intrinsecamente ingiuste che risultano essere contro la morale naturale e cristiana, allora tutto è permesso e nulla importa, anche se sono degli innocenti a pagare. Tenetevi stretta la vostra “eccezione”, essa conferma la regola del male minore, che minore non è.





 

Eppur…..ci ama

Adelaide Grimaldi

ComitatoVerità e Vita  

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