Comunicati Stampa
Comunicato Stampa N. 97
"Avvenire" e l'ecatombe degli embrioni da fecondazione artificiale:
Il 26 gennaio Avvenire, quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, ha riportato la notizia del numero "ufficiale" dei bambini nati, dal 2005 ad oggi, mediante le tecniche di fecondazione artificiale: 31.791. Si intende che questi numeri si riferiscono all'applicazione della legge 40, approvata in Italia nel 2004.
Il quotidiano della Conferenza episcopale, però, tace il numero delle vittime di quelle tecniche, cioè di tutti gli embrioni concepiti-per-forza e destinati consapevolmente a un'altissima probabilità di morte. Quanti sono? Sappiamo bene che, come dà atto Dignitas Personae (n. 14 "Fecondazione in vitro ed eliminazione volontaria di embrioni") – il documento redatto dalla congregazione per la Dottrina della Fede nel 2008 - "il numero di embrioni sacrificati è altissimo".
Anche ammettendo che tutti i "paletti" della legge 40 siano stati rispettati ( e si tratta di una finzione, perché nessun controllo viene svolto su quello che avviene effettivamente nei laboratori), una stima realistica indica che le vittime sono circa 550.000 (cinquecentocinquantamila!), il 94% degli embrioni concepiti. Ma di questi numeri, o almeno di stime analoghe, nell'articolo di Avvenire non c'è alcuna traccia. Un lettore ignorante o distratto potrebbe pensare: "Che bella cosa, la fecondazione artificiale! Fa nascere tanti bei bambini, nel rispetto della legge 40!"
Verità e Vita non può che manifestare il suo sconcerto di fronte a questo silenzio, che sfiora l'omertà, da parte di un organo di informazione tradizionalmente attento al diritto alla vita. Eppure, come scrive un autore sullo stesso quotidiano (anch'egli tacendo, tuttavia, il dato degli embrioni sacrificati), "la libertà deve stare insieme alla verità, quindi alla responsabilità e ai diritti degli altri".
Fornire il numero dei nati da fecondazione extracorporea, senza riportare contemporaneamente che dietro a quei "bambini in braccio" vi è una vera e propria ecatombe di innocenti significa fare del cattivo giornalismo. E significa tradire la verità tutta intera.
Comunicato Stampa N. 96
Ecco perché il Comitato Verità e Vita è contrario al progetto di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento
Il Comitato Verità e Vita – riunito nella sua VII Assemblea annuale a Bologna - ribadisce le ragioni di una decisa opposizione al progetto di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Non si tratta soltanto di ragioni "etiche": è una battaglia per la difesa del diritto alla vita, il diritto fondamentale che deve essere garantito ai più deboli e sofferenti. L'esperienza già vissuta in altri paesi dimostra che il testamento biologico, in qualunque forma o con qualunque nome, è il primo passaggio per giungere all'eutanasia su persone non consenzienti, ritenute non degne di vivere. Lucetta Scaraffia, nell'Introduzione al Primo quaderno di Scienza e Vita "Né accanimento né eutanasia", definiva l'introduzione del testamento biologico "forma leggera della legalizzazione dell'eutanasia".
Verità e Vita ritiene che occorrano parole chiare su questo progetto di legge.
È falso che questa legge sia necessaria per evitare altri casi Englaro. Al contrario, essa è lo sviluppo logico di quelle sciagurate decisioni e dell'uccisione di quella donna disabile. Per salvare la vita di Eluana era sufficiente il decreto legge non emanato e, per evitare altri casi simili, è necessaria una legge che stabilisca il divieto di sospensione nei confronti degli incapaci di ogni forma di sostegno vitale, nonché di cure e terapie ordinarie, come ad esempio idratazione, alimentazione e ventilazione.
Le solenni proclamazioni sulla inviolabilità e indisponibilità della vita, contenute nella legge sulle Dat, purtroppo, non avranno efficacia pratica. Così come la dichiarata tutela della vita delle leggi sull'aborto e sulla fecondazione extracorporea è poi contraddetta dalle norme stesse.
Il progetto di legge svuota dall'interno le leggi penali che vietano l'omicidio, l'omicidio del consenziente e l'istigazione al suicidio, che da sempre difendono il diritto alla vita: permette a rappresentanti legali di minori, incapaci o soggetti in stato di incoscienza di impedire terapie, se ritenute inutili o superflue; induce persone giovani e in buona salute a rifiutare, senza alcuna consapevolezza, con una firma in calce a un modulo, cure e terapie che potrebbero essere necessarie in un futuro lontano e incerto; spinge gli anziani e i malati a firmare la dichiarazione per non sentirsi un peso sugli altri; tiene distanti e lega le mani ai medici coscienziosi, imponendo il preventivo consenso scritto per ogni trattamento sanitario e vietando cure "sproporzionate" per una indeterminata categoria di soggetti "in fine vita", con il divieto di accanimento terapeutico trasformato in uno strumento di contenimento dei costi sanitari.
Se sarà approvata, anche questa "legge ingiusta", oltre a consentire l'uccisione di tante persone in condizione di debolezza, agirà nella coscienza sociale portando ad accettare soluzioni che dovrebbero essere aborrite; ancora più grave sarà l'effetto sui cattolici, costretti di nuovo a cercare le "parti buone" della legge e indotti a ritenere che le Dichiarazioni anticipate siano un bene, in quanto contenute in una legge sostenuta da una certa parte dello stesso mondo cattolico.
L'obbligo della difesa di ogni vita innocente impone il rifiuto integrale di questa legge.
Ultimo aggiornamento Domenica 23 Gennaio 2011 17:34
Comunicato Stampa N. 95
Una partecipazione senza precedenti ha caratterizzato la VII Assemblea nazionale del Comitato Verità e Vita, che si è svolta sabato 15 gennaio a Bologna. La Sala del Fuoco del Convento dei padri domenicani ha contenuto a fatica i numerosissimi partecipanti, provenienti da tutta Italia per animare la convention della giovane associazione pro-life. Fra tanti attori della cultura pro-life italiana, mancava giusto Giuseppe Garrone, bloccato in ospedale da problemi di salute, ma ricordato dal popolo della vita con un lungo, affettuoso applauso. È stata inoltre espressa, nuovamente con un lungo applauso, unanime solidarietà a S.E. il cardinale Carlo Caffarra recentemente minacciato di morte.
Verità e Vita aveva invitato a questa VII assemblea le associazioni che, a vario titolo e con stili differenti, sono impegnate nella difesa della vita umana. La straordinaria adesione di tali realtà ha reso necessario modificare l’ordine dei lavori, per consentire un ampio confronto sull’attuale scenario culturale e politico.
Si sono così susseguiti gli interventi di:
- Associazione Cattolica degli Infermieri e dei Medici
- Centri di Aiuto alla Vita
- Comitato No194
- Comunità Giovanni XXIII
- Farmacisti Cattolici
- Gruppo Ora et Labora in difesa della Vita
- Maternità Difficile di Bologna
- Militia Christi
- Movimenti per la vita locali
- Movimento Europeo per la difesa della Vita e della dignità umana
- Riscossa Cristiana
- Vita Umana Internazionale
- Voglio Vivere
. Tutte hanno avuto parole di apprezzamento per l’azione di Verità e Vita. Altre associazioni – come Difendere la vita con Maria e la nascente associazione internazionale per la difesa del diritto alla vita del Principato di Monaco - hanno inviato messaggi di adesione ideale all’assemblea. Messaggi a Verità e Vita sono giunti dal sottosegretario alla Sanità Eugenia Roccella e dal Presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini.
I lavori dell’Assemblea sono stati introdotti dalla lectio magistralis di Padre Giorgio Carbone, che ha illustrato i punti salienti dell’istruzione della Congregazione per la dottrina della fede Dignitas Personae. Padre Carbone ha spiegato – spesso interrotto dagli applausi del pubblico – le ragioni profonde che rendono illecita ogni fecondazione extracorporea. Il padre domenicano ha anche chiarito le ragioni che ostano alla cosiddetta adozione degli embrioni crioconservati. La Dignitas Personae – ha sottolineato il padre domenicano – per la prima volta in modo magisteriale pone all’attenzione di tutti gli uomini di buona volontà l’altissimo numero di embrioni sacrificati, che tutte le tecniche di fecondazione in vitro comportano, che è previsto ed accettato sia dagli operatori sanitari che dalle coppie (n.14) e si pronuncia in modo esplicito ed inequivocabile. Analogo severo giudizio riguarda “l’uso dei mezzi di intercezione e di contra gestazione” che “rientra nel peccato di aborto ed è gravemente immorale.” (n.23).
Nel dibattito seguente, l’assemblea di Verità e Vita ha riconfermato all’unanimità la linea fin qui tenuta dall’associazione, ricordando che essa è ispirata da tre fondamentali scelte operative:
• Dialogo sereno sui contenuti e sulle motivazioni razionali di giudizi e scelte.
• Rifiuto delle polemiche ad personam.
• Massimo rispetto della verità dei fatti.
L’assemblea ha altresì rilevato l’esistenza di una imbarazzante censura nel campo dell’informazione, che viene perpetrata ai danni di Verità e Vita anche da taluni organi di informazione di area cattolica.
L’assemblea ha allo stesso tempo stigmatizzato le iniziative ostili da parte del Movimento per la Vita italiano, che sta inviando propri ispettori nelle sedi dei Movimenti e Cav locali, esercitando pressioni affinché i volontari sottoscrivano una sorta di “atto di abiura” rispetto a Verità e Vita.
L’Assemblea ha ribadito all’unanimità che tali atteggiamenti del Movimento per la Vita sono incomprensibili, e che da parte di Verità e Vita non esiste alcuna incompatibilità con l’impegno contestuale di una persona nel Movimento per la vita italiano.
L’ufficio di presidenza ha anche reso noto che due eminenti personalità ecclesiastiche hanno affermato recentemente che sia il MpVI che Verità e Vita, pur nelle differenze in singole scelte e di linea operativa, sono difensori della vita.
Nel pomeriggio, l’Assemblea ha ascoltato una relazione dei giuristi dell’Associazione sul testo della legge Calabrò e delle proposte di modifica approvate in Commissione alla Camera. Tale relazione ha messo in luce le gravissime incongruenze del testo in discussione, e ha ribadito la inaccettabilità di ogni norma che voglia legalizzare il testamento biologico. L’Assemblea ha quindi approvato all’unanimità un documento in proposito, che sarà diffuso da Verità e Vita nei prossimi giorni.
Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Gennaio 2011 17:41
Comunicato Stampa N. 93
I radicali lanciano uno spot a favore della buona morte, mentre nel fronte pro-life qualcuno pensa di fermarli con il testamento biologico
La “compagnia della buona morte” ha realizzato uno spot pubblicitario per promuovere l’eutanasia. Gli ingredienti sono i soliti: puntare sullo shock emotivo, sbattendo in faccia alla gente il volto sofferente di un malato terminale; e giocare sul tavolo l’asso di bastoni, cioè l’opinione della maggioranza, esibendo il solito sondaggio che annuncia la solita propensione degli italiani per la legalizzazione dell’eutanasia.
Il punto non è piangere o lagnarsi per questa ennesima, prevedibilissima e perfino scontata offensiva dell’Associazione Coscioni e dei Radicali. Il punto è chiedersi: come intende rispondere il “popolo della vita”?
E questo è, purtroppo, il vero problema. Siamo infatti di fronte al ripetersi dell’assedio che è iniziato con l’epocale offensiva contro il matrimonio indissolubile (il divorzio), è proseguito con la legalizzazione dell’uccisione dell’innocente (aborto procurato) e con la legalizzazione della produzione dell’essere umano in provetta (diritto alla fecondazione artificiale omologa ). Molti nel fronte pro-life hanno da tempo deciso di smetterla di denunciare l’iniquità di queste leggi, o addirittura hanno smesso di pensare che siano ingiuste, inventandosi la categoria fantasiosa delle “leggi imperfette”.
E per giunta, chi ripete il giudizio di verità su simili non-leggi viene bacchettato e redarguito come “traditore” di una linea saggia e astuta, che sarebbe l’unica in grado di “salvare il salvabile”. Peccato che questa strategia non abbia impedito la legalizzazione della pillola del giorno dopo e della RU486, e che non abbia impedito la demolizione pezzo su pezzo dei famosi “paletti” della legge 40, che oggi sopravvive come un vero e proprio “mostriciattolo giuridico”. Temiamo che questa illuminata strategia non fermerà nemmeno la legalizzazione della morte per motivi pietosi.
La storia ci insegna che, ogni volta che il fronte pro-famiglia e pro-vita è indietreggiato, sperando di contenere la furia del nemico, non ha fatto altro che incoraggiare la cultura della morte e renderla più sicura della sua superiorità.
E così, di fronte allo spot dei radicali, l’unica risposta giuridica ufficiale del mondo pro-life e del mondo cattolico italiano sarà costituita dal testamento biologico e dalla sua legalizzazione. Ci sarà un coro di esecrazione per il “mostro” eutanasia, che verrà però esorcizzato con il suo parente stretto, la “buona morte” travestita da DAT, dichiarazioni anticipate di trattamento.
Il guaio grosso è di coerenza logica e giuridica: sull’aborto, molti pro-life vanno dicendo da anni che “dobbiamo garantire la libertà della donna a non abortire”; che “dobbiamo difendere il bambino senza punire chi abortisce”, che “dobbiamo metterci accanto alla donna che vuole abortire in punta di piedi, accettando la sua scelta”; che “la 194 ha parti buone, ancora da applicare”.
Ora, è facile prevedere che fra qualche anno, lo stesso fronte che oggi avversa l’eutanasia per legge dirà cose molto simili sulla buona morte: “dobbiamo garantire la libertà dei malati di non chiedere l’eutanasia”; “dobbiamo difendere gli anziani senza punire chi pratica l’eutanasia”; “dobbiamo metterci accanto al paziente che vuole l’eutanasia in punta di piedi accettando la sua scelta”; che “la legge sull’eutanasia ha parti buone, ancora da applicare.”
Purtroppo, la strada sembra inesorabilmente segnata.
Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Gennaio 2011 17:42

Comunicato Stampa N. 92
Marisa Orecchia si è dimessa dalla carica di Vicepresidente nazionale di Verità e Vita
A seguito dei numerosi atti di ostilità che hanno come bersaglio la nostra associazione – e in aggiunta a quanto già scritto nel Comunicato Stampa numero 91 - Verità e Vita ritiene necessario fornire la seguente ricostruzione dei fatti, secondo verità e per dissipare ogni equivoco:
- Nell’estate di quest’anno, Verità e Vita è stata inopinatamente attaccata dal Movimento per la Vita Italianocon una delibera della Giunta Esecutiva che raccomandava ai volontari del MpV di non intrattenere rapporti con noi (http://www.comitatoveritaevita.it - Comunicato stampa n. 84);
- Abbiamo subito chiesto al Presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini un incontro chiarificatore, ma non ci è pervenuto alcun tipo di risposta. A distanza di due mesi abbiamo deciso di rendere pubblica la nostra richiesta (http://www.comitatoveritaevita.it - Comunicato stampa n. 86), e solo a questo punto siamo stati contattati dal Presidente dell’MpV telefonicamente, ricevendo una proposta di incontro. Ci siamo recati a questo colloquio con atteggiamento costruttivo, e sorvolando sul fatto che Carlo Casini non ha risposto, come correttezza avrebbe voluto, alla nostra lettera.
- Durante l’incontro, abbiamo più volte proposto al Presidente Casini e al Vicepresidente del MpV Anzani di redigere alla fine un comunicato stampa congiunto, approvato da entrambe le delegazioni. La nostra richiesta non è stata accolta. A quel punto, abbiamo diramato un Comunicato a nome di Verità e Vita nel quale abbiamo fornito una ricostruzione totalmente onesta e veritiera di quanto detto, scevra da ogni intento polemico, fermo restando che il Movimento per la Vita italiano era padrone di diramare un proprio comunicato. Per un errore materiale, il simbolo del MpV è stato associato al Comunicato stampa, cosa alla quale abbiamo cercato di porre rimedio il prima possibile: del resto, sul sito della nostra associazione il Comunicato stampa non ha mai riportato il simbolo del MpV, a riprova della nostra buona fede. Resta il fatto che dalla lettura del Comunicato nessun dubbio poteva esservi: si tratta di un testo firmato esclusivamente da Verità e Vita.
- Il 25 ottobre il Movimento per la Vita ha diffuso una delibera del suo Consiglio direttivo gonfia di accuse molto gravi rivolte a Verità e Vita (www.mpv.org/mpv/allegati/7249/DeliberaVeritaVita.pdf). Purtroppo la lettura di quella delibera ci provoca un forte imbarazzo, perché rivela uno stato di grave confusione che francamente ci dispiace. Le accuse contenute in quel documento sono contraddittorie in sé stesse (veritaevita.blogspot.com/2010/10/citazioni-e-strategie.html). Ma, soprattutto, si teorizza una “dottrina” francamente incredibile, secondo la quale “le strategie operative contraddistinguono l’identità di un movimento, mentre gli scopi statutari possono appartenere a qualsiasi associazione che fa riferimento all’antropologia personalista”. Ora, a parte il coacervo di termini e concetti che appaiono utilizzati con troppa leggerezza, sembra di capire che: un’associazione con uno statuto abortista e un’associazione con uno statuto antiabortista sono in sintonia se perseguono “le stesse tesi strategiche”; mentre molto grave sarebbe il divario fra associazioni che da statuto sono pro life, ma non condividono la medesima linea;
- Questo sorprendente ragionamento produce come conseguenza che, secondo il Movimento per la Vita Italiano, non si può stare allo stesso tempo nel MpV e in Verità e Vita. Al contrario, un aderente al Movimento per la Vita può tranquillamente essere iscritta ad associazioni che perseguono nel loro statuto a libertà di aborto o di eutanasia o di fecondazione artificiale, o che sulla materia semplicemente tacciono. Non si ha infatti notizia di delibere del MpV che sanciscano tali incompatibilità.
- Abbiamo sul nostro tavolo la copia di una lettera, scritta da uno dei Cardinali oggi più autorevoli nel campo dell’etica e della bioetica, che recita così: “Sia Comitato Verità e Vita siaMovimento per la Vita sono impegnati per la difesa della vita concepita e non ancora nata”. Evidentemente questo porporato non ritiene che le “tesi strategiche” siano più importanti rispetto alla identità statutaria.
- L'intervista a Repubblica (www.mpv.org/mpv/allegati/7642/102801mpv.pdf) del Presidente per la Vita di Torino Valter Boero sembra la dimostrazione evidente della confusione di cui si è fatto riferimento e dei contrasti interni al Movimento per la vita, cui il Comitato Verità e Vita è estraneo. Boero attacca duramente Federvita Piemonte, contesta lo splendido convegno svoltosi a Torino, dice cose totalmente false e fantasiose in merito a Verità e Vita.
- Constatiamo che purtroppo il Presidente nazionale del MpV non ha ritenuto di prendere le distanze da quelle dichiarazioni che tanto sconcerto hanno provocato e che sono state puntualmente diffuse nella rassegna stampa del Movimento per la Vita (rassegna sempre molto selettiva quando si tratta di notizie provenienti dal mondo prolife)
- La Vicepresidente nazionale di Verità e Vita Marisa Orecchia ha deciso di rimettere il suo incarico(http://www.federvitapiemonte.it/html/editoriale_read.php?read=119). La professoressa Orecchia ritiene ovviamente del tutto compatibile l’appartenenza contestuale a Verità e Vita e al MpV, tanto è vero che rimane a tutti gli effetti una nostra associata. Tuttavia, con un gesto di responsabilità e di eleganza, ha deciso di eliminare qualunque possibile pretesto, rinunciando alla carica di Vicepresidente per potersi dedicare interamente al suo ruolo di presidente della Federazione piemontese del MpV. Il Presidente di Verità e Vita, Mario Palmaro, ha preso atto con rammarico di queste dimissioni, la cui responsabilità morale grava sulla dirigenza del Movimento per la Vita italiano.
- Verità e Vita è costretta a rilevare che la linea di condotta del Movimento per la Vita in queste settimane sembra confermare la fondatezza di alcune critiche contenute negli articoli e nelle inchieste apparsi sui giornali italiani, che tanto scalpore hanno sollevato in tanta parte del mondo cattolico e pro life. Molti, inquieti, si chiedono: che cosa sta accadendo nel Movimento per la Vita Italiano?
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